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lunedì 21 marzo 2022

 CHIARA CLARA - 12/02/2022


Scivoli via tra le dita come sabbia,
non posso trattenerti per quanto io ci provi.

Esisti nei miei pensieri, nei miei sogni
indelebile e immutabile come eri allora.

Canti in perfetta solitudine
con qualcuno che tu sola puoi vedere.

La tua notte insonne è anche la mia, mentre ti inseguo,
e mi turbi e affondo in mille dubbi.

Mi scivoli tra le dita e non ho il potere di trattenerti.
È l’effimero desiderio di una stella cadente.

Il mio nome è un suono estraneo
come pure le linee del mio viso ti appaiono confuse.

Se la tua memoria vacilla, nella mia conserverò i tuoi ricordi
assieme alla tua dignità.

Il tuo segno l’hai lasciato nei gesti delle mie mani,
nei miei tratti,
nelle ansie e nelle cose buffe.

Te ne sei andata in silenzio, con un piccolo soffio,
ma il tuo è un segno che nessuna pioggia,
nessuna goccia,
nessuna lacrima cancellerà.



giovedì 2 luglio 2020



Fermo restando che in tutta la mia vita non mi sono mai sentita davvero parte di un gruppo, ad eccezione di quando avevo 16 anni ed ero negli Scout (e a distanza di anni ho scoperto che anche li’ in realtà c’erano dei gruppi A e gruppi B… e io ingenuamente non me ne sono mai accorta), questa cosa di essere di serie A o di serie B (o C o D…) continua a reiterarsi nella mia vita.
Glisso a volo radente sui tempi della scuola in cui ero immancabilmente nel gruppo “degli sfigati”,
Continuo ad essere nel gruppo B anche in ufficio dove posso constatare che, nonostante io mi sia sempre fatta un discreto mazzo, sono gli altri ad aver avanzamenti e aumenti. E’ vero io non so chiedere e non so rompere le scatole per ottenere… di nuovo ingenuamente credo che il merito vada riconosciuto.

Ma ora siamo all’apoteosi dell’assurdo.
In questo nuovo maneggio la fauna è piuttosto giovane, ma fino al pre-covid, ci si amalgamava abbastanza bene, si organizzavano degli aperitivi o feste compleanni improvvisate, insomma si faceva volentieri un po’ di bisboccia.
Un fondo di leggera “scomodità” nella situazione ammetto di averla sempre sentita… il non sentirsi proprio del tutto a proprio agio… ma l’ho sempre imputato alla differenza di età.
Post-covid scopriamo che loro si ritrovano in piscina, organizzano grigliate o bevute al pub… e immancabilmente noi (io, Fulvio e un paio di altri amici arrivati da mio ex-maneggio) siamo stati totalmente ignorati, non considerati e, cherry on the top, si organizzano con orari, vestiti ecc. di fronte a noi come se non esistessimo proprio!!!! Io trovo che sia il massimo della maleducazione!

Fermo restando che non abbiamo avuto nessun comportamento ne’ male lingua che possa giustificare questo… almeno abbi un po’ di creanza a cercare di non farlo sapere! Che poi se metti le “storie” su Facebook/Instagram/whatsapp…. sei pure un po’ deficiente!

Gruppo B. Immancabilmente gruppo B.
E piu’ che altro io continuo a chiedermi, da anni, da tutta la vita…. Perche’?
Cos’e’ che non mi rende “vincente”?
Cosa mi accomuna a Fulvio e agli altri (cmq diversi da me) per condividere la stessa etichetta di “sfigati”?

Nei rapporti umani di ogni genere senza remore posso dire di metterci l’onesta’. Faccio in ogni caso del mio meglio anche quando gli altri non lo meritano… forse la verità è che la maggior parte delle persone non mettono la stessa onesta’, mostrando semplicemente la facciata, l'esteriorità (e per me una certa pochezza) nei rapporti con gli altri. E fra loro si trovano bene… e con noi invece no.
Boh… questo è un dubbio che mi perseguiterà credo per tutta la vita. Non riuscirò mai a capire perché finisco sempre nel gruppo B.
Penso che sul tema esprimerò un desiderio alle stelle cadenti; che si sa, quasi sempre si avverano.

giovedì 26 settembre 2019


Mi rendo conto che il detto “comunque fai, sbagli” è dannatamente vero!
In questa situazione del cazzo in cui mi trovo, con mia madre ko per l’Alzheimer e mio padre, che rompe più che mai i coglioni, fermo su una sedia a rotelle, tutti gli altri mia sorella, mio marito, Luca del maneggio, fanno a gara per diventare ancora più insopportabili cercando di farmi andare del tutto fuori di testa!
Mia sorella che ordina pretende ed esige che io sia al suo servizio ma poi lei non mi dice nulla dei suoi programmi.
Fulvio che invece di sostenermi con un po’ di comprensione si incazza, manco fossero problemi a cui è chiamato a provvedere lui.
Luca che, nonostante io mi faccia i cazzi miei e cerchi di rilassarmi almeno un’oretta senza dare fastidio a nessuno, mi dice che sono negligente perché non ho parlato col dentista dei cavalli (presente in quel momento in maneggio) su una cosa peraltro di cui già ero stata aggiornata! Ma che altro discorso dovevo fargli?
IO!!  NEGLIGENTE!!!
Ieri avevo proprio vgl di mandarlo affanculo!

Sono decisamente stufa e stanca e depressa e con poche energie!
Non so perché questa defaillance mi prende sistematicamente a settembre quando comincia a cambiare stagione e temperatura.
Le cose che due settimane prima affrontavo in scioltezza (e parlo di cose divertenti, una cena con amici, una passeggiata a cavallo…) due settimane dopo mi causano stanchezza e fatica!
Diciamo che l’unica cosa positiva è che ormai lo so e quindi quando scatta settembre scatta anche la maggior attenzione a riguardarmi un po’. Certo che in una situazione del genere è comunque una impresa non facile.

E’ pazzesco dover pensare che le persone che ti arrecano più danno sono in realtà proprio quelle che ti stanno più a cuore, quelle che dovrebbero avere cura di te e di cui tu dovresti aver cura in un modo reciproco. E’ invece è proprio il contrario!
Non posso dimenticare quando l’anno scorso, attanagliata da un attacco di panico (non troppo pesante come altri in passato per fortuna) chiamai al telefono mia sorella, la quale era in pizzeria, per avere un conforto dato che ero sola in casa e mi sentii rispondere “pulisci il bagno, cosi ti tieni impegnata e non ci pensi!”. Alla facciazza! Grazie al cazzo per il sostegno e vaffanculo!

Ma poi alla fine, sono io che sbaglio! Io che cerco di essere sempre disponibile, che per anni ho corso dietro a tutti facendo da supporto morale e materiale. Che mi son presa un sacco di calci in faccia rimanendo zitta.
Guarda caso, nel momento in cui ho alzato un po’ la testa perché, diciamocelo, un esaurimento nervoso con ansia e attacchi di panico quanto meno dovrebbe far riflettere, la cosa non è più andata a genio. Il piu’ classico dei clichè!
Ma io un altro esaurimento non ci penso proprio ad averlo, dato tra l’altro che poi me lo devo smazzare da sola perché nessuno, a me, darebbe una mano. E quindi in conclusione direi che possono tutti andare sonoramente affanculo!

venerdì 8 marzo 2019


La verità è che sono triste. Molto triste.
Un paio di settimane fa mio papà è caduto in casa e si è rotto la 4’ vertebra lombare. In più 4, 5 giorni fa si è svegliato al mattino confuso e dicendo cose senza senso (pure lui!). Ecco, adesso la situazione (già bella tosta) si fa ancora più tosta. Se mio papà cede (e prima o poi, dato che ha 82 anni, succederà) non ci salviamo più.
Mia sorella già accenna a voler mettere mamma nella sez. Alzheimer del pensionato.
Io tremo al solo pensiero di farla finire così, che in un mese l’ammazzano.
Sono triste, e preoccupata e ciononostante so che perdere le persone a noi vicine è un passo obbligato. Che tutti ne farebbero a meno ma non è possibile. Di lì si deve passare e tutti prima o poi dovremo morire.
Considerazioni tristi per pensieri tristi.
Secondo me sarebbe più umano almeno tentare la strada di tenerla a casa sua con due persone dedicate 24h su 24. Almeno tentare.
Non so come andrà a finire… non bene ma vorrei nel modo più sereno per tutti almeno.
Ma vista la struttura e i rapporti nella ia famiglia temo che questo sia un vero miraggio.

E io intanto cerco di sopravvivere e di galleggiare, di dormire, di non piangere e abbattermi troppo. Cerco di rimanere razionale, di accettare, di dare retta a quel santo di Fulvio che mi rimane accanto e che spesso mi consiglia con la sua visione logica degli eventi e delle persone. Quello che non voglio è avere un altro esaurimento. Tornare a stare male, ad avere attacchi di ansia e panico. Farò di tutto per oppormi a questo, anche se può non essere compreso dagli altri, anche se significa stare da parte o farmi sbattere il telefono in faccia.
In ciò che posso fare posso arrivare solo fino ad un certo punto, oltre devo tutelare me stessa.

lunedì 27 agosto 2018


Che razza di periodo….
 Mi sento di nuovo molto sola come non mi succedeva da molto tempo.
Mi ritengo diffidente di natura, bisogna conoscermi bene per superare (da entrambe le parti) la mia barriera di “educata disponibilita’”. Ciononostante non sono esente dall’affezionarmi facilmente alle persone. Cerco di tenere un po’ di distacco proprio per questo motivo, perche’ so che alla fine rimarro’ delusa dal fatto che la mia voglia di conoscere qualcuno non sara’ ricambiata.
Sono curiosa, credo che le persone in generale abbiano molte sfaccettature, quando ne incontro una che mi incuriosisce e mi stimola piu’ di altre mi fermo ad osservare e ad ascoltare.
Perche’ questo non accade di riflesso? Perche’ mai nessuno ha voglia di spendere un po’ di tempo per conoscere me, per ascoltare me un pochino piu’ approfonditamente? Sono cosi’ noiosa? Non sono sufficientemente degna?
E sono stanca… sono stanca di sentirmi invisibile (e forse pure di esserlo).
Mi rendo conto che ho voglia di un po’ di emozione, di romanticismo, di complicità. Ho voglia di qualcosa di nuovo, emozionante… mi sto accontentando delle briciole. Ma il meccanismo in cui alla fine ti ritrovi con il passare degli anni e’ uno schiaccia sassi e a volte non si ha la forza e l’energia per distogliersi da questa situazione, neanche la convenienza molto spesso.
Mi ripeto… ma mi affligge questa mia mancanza di coraggio.

domenica 19 agosto 2018

Raccolgo intorno il mio cuore,
di nuovo in pezzi.
Il mosaico che si crea
ancora una volta è diverso.
Mi sento stretta in questa pelle,
in questa vita.

Sono afflitta dalla mia mancanza di coraggio,
soprattutto.

lunedì 23 luglio 2018

"Se non puoi renderti insostituibile, renditi indimenticabile"
E' quello che sei riuscito a fare tu, dr. Bruno Rossi.
Fa' buon viaggio.

venerdì 15 giugno 2018


Demoni
E’ notizia recente di un amico di un mio amico che si e’ suicidato l’altro ieri.
E siamo a 3.
L’anno scorso l’amico di una mia amica. A inizio anno il marito di una mia amica.
Sta diventando uno sport nazionale? Eccheccazzo!
Ieri il mio amico era piuttosto scosso e faceva le solite considerazioni del tipo: “eppure aveva una famiglia, non era solo al mondo…”, “ se invece che perderci di vista l’avessi frequentato qualche volta in piu’ magari…”, “forse e’ stato disilluso da una situazione in cui invece credeva profondamente…”

L’unica cosa che mi sono sentita di dirgli e’ che semplicemente il suo amico non riusciva a trovare pace.
Probabilmente non era in pace da molto tempo e non sapeva come trovare la pace che desiderava se non in quel modo li’. Quali che fossero i motivi dei suoi demoni.

Io so come ci si sente ad essere disperata. Talmente disperata da non riuscire a respirare, da non vedere una via d’uscita. Disperata al punto da prendere in considerazione qualunque alternativa pur di uscire da quel posto buio e spaventoso. Pur di avere finalmente pace.
Chi non e’ mai stato nel tombino della propria vita non puo’ neanche lontanamente immaginare cosa si prova ad avere cosi’ tanta pena per se stessi.

mercoledì 23 maggio 2018

Novembre  2017
In questo momento io e mia sorella siamo "kebela".
Questo termine in una lingua dialettale africana significa "essere su sponde opposte". Ecco, io e lei siamo in questa situazione.
Siamo già state "kebela" prima, e a mie spese e con grande dolore ho constatato che il modo migliore per gestire il nostro rapporto è lasciarla nel suo brodo.
A nulla vale o è valso in passato insistere, cercare la comunicazione, proporre soluzioni diverse da quelle che lei ha già nella sua testa. Si finisce nello scontro e nella ulteriore incomprensione.
Io le voglio bene, anche se a volte ho detto e ho avuto opinioni differenti, o dure.
Non so quali siano i suoi sentimenti nei miei confronti perchè spesso le parole discordano dalle azioni, e questo come altri in passato, è uno di quei momenti.
Spero che in un altro tempo si possa tornare ad essere sulla stessa sponda del fiume.

venerdì 16 settembre 2016

12 settembre 2016
E allora dato che non posso sfogarmi in altro modo o con qualcun altro eccomi: mi sfogo cosi’, e’ pur sempre un modo per far uscire le cose e magari farmi anche passare il mal di stomaco!
E’ per la questione di mia sorella. Per i suoi comportamenti o atteggiamenti che non cambiano durante gli anni. Ancora una volta viene a trovarci un amico comune e ancora una volta non mi dice che e’ in zona. Quindi con ben poca gentilezza, educazione e considerazione mi esclude, evidentemente non sono/siamo (ci metto pure Fulvio) persona gradita.
Ma la cosa che mi fa veramente girare i coglioni e’ questo suo modo di fare di rigirare sempre la frittata in modo da voler avere sempre ragione, anche arrampicandosi sugli specchi, anche tirando fuori delle scuse palesemente assurde. E poi non ti ascolta, ti parla sopra. Devo dire che negli anni ha affinato molto bene la tecnica. E’ diventata piu’ opportunista e piu’ fastidiosa. Non ascolta le ragioni altrui e soprattutto ti parla pure sopra!
AAARRRGGGHHHHH!!!!

24 - 25 agosto 2016
Sono state due mattinate piuttosto pesanti ieri e oggi. Abbiamo accompagnato mia mamma a fare esami e test cognitivi per vedere cosa c'è che non va nella sua memoria.
E lo so che comincia ad avere qualche annetto, e lo so che probabilmente sono cose che capitato abbastanza di frequente che si cominci ad avere dei problemi da quel punto di vista.
Ma sono stati comunque momenti pesanti, tristi, ansiogeni.
Il verdetto sui risultati lo avremo fra un paio di settimane credo... Ci tocca di aspettare ancora. In realtà è più il tempo che si aspetta che quello della azione. Anche questa è una cosa pesante. Fa del silenzio e del passaggio del tempo una abitudine in una situazione che invece abitudinaria non è o non dovrebbe essere.
In fondo la vita è strana a farci caso.

Mia madre con la sua perenne insoddisfazione e iperattività che sfocia anche nell'incazzo di essere in una situazione che non le piace, non ha scelto e in cui si trova a disagio. E in definitiva poco collaborativa.
E a me dispiace. Dispiace di doverla mettere in qs situazione per cercare una soluzione o almeno un rattoppo di qlche genere. E mi dispiace vederla arrancare e non riuscire.
Mi dispiace....e mi chiedo dove stia il giusto nelle azioni da intraprendere.

E lo confesso in qualche modo, in qualche posto, in qualche percentuale, ho paura.

venerdì 2 settembre 2011

Penso davvero di aver raggiunto il punto di saturazione maxima. Non ce la faccio piu! Qs anno, e per "anno" intendo da agosto 2010 ad agosto 2011, e' stato veramente ma veramente faticoso a tutti i livelli, fisico, emotivo e mentale.

Cercare casa per cominciare una nuova vita dovrebbe essere faticoso ma anche stimolante, alla fine bisognerebbe essere felici. Io invece son distrutta!

E' stato faticoso venire via dalla mia ex-casa che mi ha procurato non pochi pianti disperati mentre facevo pacchi e pacchetti. E' stato faticoso lasciare i miei due gattoni a mia sorella. Nonostante precedentemente me ne lamentassi ora ne sento la mancanza (dopo 10 anni) in maniera tangibile. E' faticoso trovarmi da sola ogni volta che il mio compagno se ne va in trasferta (quando per 3 anni non si e' mai mosso, ed ora e' via almeno una sett al mese!). Sospetto che la convivenza lo stia rendendo progressivamente allergico alla sottoscritta!

Insomma: sto facendo una fatica nera! Nerissima! Son stanca e francamente non riesco ad essere molto positiva.

Dovrei pensare a tutto quello che e' stato affrontato e superato, ed invece spesso mi sento i nervi a pezzi, il nodo in gola col "piantillo" li' a due passi e una lite col fidanzato alle porte.


Non so... forse e' normale, forse e' solo immensa stanchezza (da parte di entrambi ovviamente), pero' ci accapigliamo come mai abbiamo fatto in qs cinque anni e devo essere sincera che ci sono momenti in cui mi sento piu' sola che mai.

martedì 21 giugno 2011

Ci sono giorni in cui non hai proprio voglia. In generale.

Avrei solo voglia di dormire per estraniarmi dalla realta' e non sapere che soffro di ansia e non avere le solite paure.... In realta' a volte faccio brutti sogni per cui non e' cosi' vero che mi estraneo... ma almeno dormo.

giovedì 2 dicembre 2010


Lettera impossibile:


Caro Babbo Natale, vorrei che ci fosse piu' serenita' intorno e dentro me. Vorrei che finalmente piu' persone sapessero fermarsi e sapessero leggere le facce. Saper leggere le facce e' importante perche' si capisce come sta qualcuno, cosa prova, cosa sta affrontando. Vivo in un ambiente distratto e malsano, tutto storto, dove i piu' semplici valori sono completamente ignorati o alterati. E' un ritratto del mondo moderno, niente di nuovo, ma mi manca l'ingenuita' o l'illusione di pensare che esistano ambiti diversi dove ci sia la collaborazione e la comprensione. Credo che questa mancanza si chiami "vecchiaia" ma ancora probabilmente sono troppo "giovane" perche' penso stupidamente che "il sistema" possa in qualche modo cambiare, che si possa parlare con le persone, che le differenze di classe possano essere superate grazie all'intelligenza, alla cultura e soprattutto alla sensibilita'. Ma non e' vero, non e' cosi'. Bisogna prenderne atto e in qualche modo lasciarsi scivolare addosso il disgusto sapendo che non esiste posto al mondo dove non ci si debba scontrare con esso. Mio caro Babbo, mi chiedo alla luce di questi fatti come si possa mettere al mondo un figlio in tempi simili, con che criterio si fa questa scelta. Babbo, se puoi,  solleva le mie spalle, ridammi il sorriso e togli la tristezza che mi trafigge l'anima. E' brutto dover constatare l'ipocrisia, perche' sbatterci contro la faccia toglie il velo di legittimo dubbio che forzatamente vogliamo che rimanga perche' consente di alzarsi la mattina.

lunedì 29 novembre 2010


Da molto non scrivo. E' un momento in cui mi sento sola. E ci si puo' sentire soli anche in famiglia, in coppia, o circondati da persone. Mi sento sola dentro e vorrei un po' di romanticismo, vorrei un po' di magia per aggiustare tutto. Vorrei poter abbandonare il nervosismo che spesso mi prende, vorrei poter credere alla buona fede delle persone, vorrei non aver sprecato inutilmente troppo tempo... ma probabilmente e' anche vero che, per come sono fatta, ho bisogno di andare profondamente in crisi per cambiare la mia vita e prendere decisioni da troppo tempo rimandate e per avere il coraggio di vedere che le situazioni e le persone sono un po' diverse dall'immagine che IO gli avevo costruito intorno. E cosi' mi ritrovo ad essere molto arrabbiata con mia sorella e con me stessa (e a sopportare ben poco entrambe!). Sara' arrivato il momento in cui le vite mia e di mia sorella si separino ed ognuna continui (se possibile serenamente) per la propria strada perche' si ha necessita' di avere il proprio spazio ed indipendenza, nonostante la mia solita nostalgia mi porti a ricordare tutto il tempo e le risate e la danza condivisa!


E' un po' come morire questa tristezza che mi piglia, ma anche questo nervoso, e questa voglia di liberta' e indipendenza che con forza si impone facendomi sentire la gola stretta, l'oppressione e l'ansia.


Ecco, siamo quasi a Natale. Non ricordo esattamente il desiderio dello scorso anno (credo fosse "semplicemente" quello di stare bene). Per quest'anno caro Babbo vorrei sentirmi finalmente libera.

martedì 28 settembre 2010

Ebbene, questo e' un altro di quei momenti bui che mi tocca attraversare. avrei dovuto affrontare ben prima certi "nodi" sulla mia strada, ma pazienza, le cose si affrontano quando ci e' dato di poterle affrontare con la forza giusta e nel momento giusto.


Devo ammettere che e' dura pero', proprio dura, anche quando le cose che succedono sono cose belle. Ma che schifezza e' la vita? Oggi riprendo il mio corso di tap. Sono contenta, oltre ad entrate extra potro' continuare il lavoro iniziato. Gli allievi meritano di poter imparare un po' di piu' dato che l'anno scorso erano rimasti penalizzati dall'arrivo tardivo delle scarpe. E come si fa a fare tip tap senza le scarpe da tip tap? Per un po' si fa correggendo comunque gli errori, pero' poi e' dura anche li'.


Vedremo.


Continuo a dire "vedremo", mi sembra una parolina magica che mi consente di attendere senza farmi sospirare troppo e addolorare troppo. "Vedremo" attualmente mi sembra una formula che garantisca il lieto fine delle cose. "vedremo" significa che comunque vada sara' passata la bufera, ci rialzeremo in piedi, saremo li' a guardare e un altro po' di tempo sara' passato. "vedremo" e' quasi anche una garanzia a posticipare cose che invece dovrebbero essere affrontate e non se ne ha proprio voglia. "vedremo" e' la vita ch ti sfugge, che ti cambia tra le dita. E' quella parte che non puoi decidere ne' controllare fino in fondo. "vedremo" e' esorcizzare l'imprevisto che un po' ti fa paura e a cui sai che stai andando incontro. "vedremo" e' il modo giusto perche' chissa' cosa c'e' ad aspettarti dietro l'angolo e ti costringe ad essere malleabile.


Ho intrapreso una strada, ho scelto di intraprenderla, ho combattuto e discusso per questa scelta, non ho mollato anche se mostrare quanto cuore si mette dentro alle cose non e' sempre facile soprattutto con chi sta piu' vicino. E' un paradosso, ma e' sempre stato cosi', forse per questo ad un certo punto le emozioni, i desideri e le delusioni sono esplosi cosi' violentemente per uscire a farsi vedere. Vorrei urlare tutti i dubbi, vorrei prendere a calci un sacco per la boxe e invece devo pazientare, ci sara' il momento dell'azione. Lo "vedremo".

mercoledì 10 marzo 2010

Qui nevica. 30cm al 10 di marzo! Ieri sera stavo tornando dalla lezione di tap e sono rimasta ferma in una strada statale circa una mezz'ora in coda per colpa dei soliti che non hanno le gomme da neve/catene e si avventurano con una serata come quella di ieri su una strada dove c'e' anche un cartello di obbligo gomme/catene quando c'e' neve! Non ero in auto da sola e non guidavo io, pero' devo dire che ha cominciato a venirmi l'ansia.

Quante volte mi hanno detto (e mi sono detta): "qs ansia, tutto questo brutto periodo, vedrai che una volta superato, ti portera' a vivere meglio di prima...." ma non e' mica vero, io prima vivevo benissimo. Mi agitavo ovviamente perche' e' il mio carattere, ma riuscivo a fare tutto quello che volevo o dovevo fare.... ora mi piglia l'ansia se rimango in coda 25 min (non ore ed ore..) e quando, tra l'altro, ci sono almeno 4 strade alternative tra le colline per tornare fino a casa? Bah....

lunedì 28 dicembre 2009

Oggi mi sono presa un cazziatone gratuito dal mio capo per telefono. Sottolineo ""per telefono perche' LUI e' in ferie, e IO sono in ufficio. Motivo: Non avevo deviato le chiamate del suo telefono sul mio... (ah, non che ce ne fossero, ma lui ha chiamato sul suo tel e io ho risposto dopo ben 3 squilli!!!). Dato che il fatto e' gravissimo forse dovrei recarmi in ufficio domani camminando sulle ginocchia su un tappeto di ceci e il capo cosparso di ceneri!

Pensierino della sera: e' evidente che a lui le ferie fanno male e che a me fa male andare in ufficio!


Buona notte e buone feste a tutti!

domenica 13 dicembre 2009

Ecco, l'ho fatto...ho mandato a quel paese le ragazze del gruppo di teatro e ho sciolto il gruppo.... eh si', perche' la "regista" (e le virgolette son d'obbligo) era la sottoscritta.

I motivi? Tanti a dire il vero. Non mi pento della scelta ma ho ferito l'unica persona che in questi molti mesi mi ha dato una mano per davvero. Con lei mi sono scusata e ci siamo sentite al telefono, ma a dire il vero ho ferito anche me stessa e ho il cuore a pezzi per aver mandato in frantumi qs progetto che e' li' nel cassetto da 10 anni e che ora finalmente aveva una forma, un testo, le musiche e tutte le cosine al suo posto.. Potrei ricostruire un altro gruppo e farlo con altre, gia', ma purtroppo per varie ragioni devo cambiare un po' il testo e dare un altro taglio al tutto. Quindi altro tempo, altre idee che forse chissa' se mi verranno....forse sono stata una sciocca, di sicuro sono stata impulsiva lasciandomi trasportare dall'incazzatura della giornata e dagli sversi della settimana. Quando si dice al posto sbagliato nel momento sbagliato. Nella mia vita (peraltro neanche cosi' lunga...) ho fatto molti errori e probabilmente questo si aggiunge a quelli passati. Ma ogni errore si paga... tornare indietro non voglio per orgoglio e per la sensazione che cosi' non si sarebbe ottenuto un buon risultato. Lo so, se ci credo rimetto insieme i pezzi, ricomincio, e sara' meglio di prima. Ma mi sento cosi' confusa, e incapace. Non sono una persona creativa. Non sono un artista, sono solo una che e' brava a fare pachwork, rimestare un po'mettendo il sale nella zuppa. Sono mediocre, forse anche presuntuosa. Sono una che scrive a vanvera su un blog.

sabato 5 dicembre 2009

Avete presente tutta la fatica del post precedente? Tutta la delusione... ecco, perfettamente tempo sprecato.

Non e' possibile essere cosi' pessimisti?

Avete presente quel detto che una volta che si tocca il fondo si puo' sempre scavare?


Vabbe', nonostante le sfighe del periodo, le richieste disattese ed il fato che ci si mette pure in verso contrario... almeno in quanto a salute - e nello specifico parlo del mio esaurimento - potrebbe essere molto peggio come e' capitato in passato, ed invece almeno non e' cosi'.


Perdonate il post sconclusionato, sono un po' giu', ho sonno, e il 22 devo andare dal dentista... che significa altri soldi che prenderanno il volo. La cosa che mi consola e' che ultimamente mi sono accorta che molta gente ricca non e' affatto felice.

Quindi, pensiero della sera: "i soldi non fanno la felicita'"


Bunanotte!