giovedì 19 luglio 2018

Pasticcio di riflessioni.

Eccomi ormai tornata dalle ferie estive… “sole, cuore, amore” e bon.
Sono stata bene e mi sono rilassata e, considerando la situazione lavorativa piuttosto stressante e ancor piu’ quella familiare (gestione genitori anziani), e’ stata assolutamente una manna dal cielo! Non mi sto lamentando.

Eppure…
Il mio animo, che conserva una porzione della particina avventurosa e incosciente tipica della adolescenza, vorrebbe impiegare il poco tempo a disposizione per partire, viaggiare, visitare luoghi piu’ o meno distanti e meno degradati dall’economia del turismo e del mondo globale.
La restante parte, in particolare le mie viscere gastrico-intestinali e l'apparato vestibolare, invece non reggerebbero.

Non lo nego, sono un po’ giu’. Torno con la ovvia consapevolezza di ritrovare intatti i problemi e le situazioni di sempre.
Cristallizzati come costruzioni di sale. Ed il distacco da esse le amplifica al ritorno, le rende meno sopportabili, piu’ insidiose.
Il dubbio che sto conducendo una vita di merda viene.

In questa mia vita ci sono cose che mi mancano quando sono via ma col passare del tempo il senso di nostalgia (quasi di abbandono), fortissimo quando ero piu’ giovane, si e’ invece attenuato e si affaccia la consapevolezza che la “casa” l’abbiamo in noi stessi, nei ricordi, nelle abitudini, nella cultura, nelle manchevolezze, nella profonda natura di quello che siamo.
Se dalle vacanze non si tornasse, ci si fermasse in un posto (con un clima piu’ compiacente), con il tempo ricreeremmo legami, hobbies, routine non cosi' diverse da quelle precedenti, rendendo inutile il cambiamento?

mercoledì 27 giugno 2018

La verita’ e’ che capita di incontrare molte persone diverse con il passare degli anni.
Capita di incontrare qualcuno e farci affascinare e magari farci una storia che dura un po’.
Capita di incontrare qualcuno che ci attrae terribilmente per non si sa quale motivo, anche quando in realta’ non e’ proprio il nostro tipo estetico, eppure per chissa’ quale oscuro funzionamento dei feromoni gli salteremmo addosso.
Capita a volte di trovarsi invece proprio con il tipo estetico ideale, e invece (mannaggia) l’attrazione non c’e’ e si rimane solo amici.
E poi capitano quelle rare, rarissime occasioni in cui incontri qualcuno che tutto sommato ti piace fisicamente, ma anche ti interessa per quello che dice e pensa. E allora cominci ad ascoltarlo, e piu’ lo conosci e piu’ hai voglia di conoscerlo. E ti fermi ad osservare. I suo modi, i suoi movimenti, tutto cio’ che va oltre le parole. Lasciandosi coinvolgere da qualcuno con calma, nel tempo, fino a quando non sei disposto piu’ a farne a meno.
E’ quando capitano queste rare, rarissime occasioni che non rimane che sperare che la stessa cosa sia accaduta anche dall’altra parte.

martedì 26 giugno 2018


Oggi e’ una giornata complicata.
Ho dormito poco e male e mi sono svegliata piu’ stanca di prima.
Ieri sera sono andata a far visita ai miei, come faccio una o due volte a settimana.
Peccato che la situazione sia la seguente: mio padre ha 81 anni con tutti gli acciacchi fisici dell’eta’. Non e’ mai stato un omone per cui ora sta diventando sempre piu’ magro e fragile. La mente invece, a parte qualche svarione, e’ piuttosto lucida.
Mia madre ha 71 anni e da un paio d’anni e’ malata di Alzheimer. Indi lei fisicamente sta bene ma svariona alla grande.

E io sono arrabbiata! Arrabbiata per qs situazione, arrabbiata perche’ mia madre non se lo meritava di andarsene pian piano senza ricordi e senza dignita’. Arrabbiata perche’ mio padre, nonostante la possibilita’ economica e preghiere e convincimenti da parte nostra, si rifiuta di considerare la possibilita’ di avere un aiuto esterno “perche’ poi quanto mi costa?!”.
Peccato che mia madre gia’ ora non sia piu’ in grado di fare una operazione complessa in autonomia!
Peccato che io, da una parte sia bloccata in un ufficio fino alle 18 ogni giorno e dall’altra cerchi di non affogare emotivamente in qs situazione che trovo veramente dolorosa e affaticante!
Peccato che mia sorella, che ha la possibilita’ di essere piu’ presente della sottoscritta, sia gia’ adesso stanca morta ed altrettanto non si meriti una pressione di questo genere.

Nel giro di poco piu’ di un anno mi sono trovata con una famiglia spaccata i cui pezzi stanno andando alla deriva.
Ed io, a conti fatti, non posso fare niente. Perche’ la verita’ e’ che non si puo’ aiutare qualcuno che non vuole essere aiutato. E non si puo’ fare qualcosa che per tanti motivi non si e’ in grado di fare. E non si puo’ rischiare se stessi (di nuovo), non voglio!

E poi come ti sfoghi? Cosa cazzo dici? A chi?

venerdì 22 giugno 2018


Oggi si sta rivelando una giornata di merda!
Il che e’ un peccato essendo pure venerdi’! Ma la verita’ e’ che a volte arrivi a venerdi’ piu’ incasinato del lunedi’!
C’e’ da dire che pure qualche collega ci mette lo zampino, e per quanto io cerchi di organizzare tutto per bene ed arrivare preparata agli appuntamenti, poi qualcosa va storto e devo correre per gestire l’imprevisto.
Bisogna avere mille risorse ma io, modestamente, le ebbi!

venerdì 15 giugno 2018


Demoni
E’ notizia recente di un amico di un mio amico che si e’ suicidato l’altro ieri.
E siamo a 3.
L’anno scorso l’amico di una mia amica. A inizio anno il marito di una mia amica.
Sta diventando uno sport nazionale? Eccheccazzo!
Ieri il mio amico era piuttosto scosso e faceva le solite considerazioni del tipo: “eppure aveva una famiglia, non era solo al mondo…”, “ se invece che perderci di vista l’avessi frequentato qualche volta in piu’ magari…”, “forse e’ stato disilluso da una situazione in cui invece credeva profondamente…”

L’unica cosa che mi sono sentita di dirgli e’ che semplicemente il suo amico non riusciva a trovare pace.
Probabilmente non era in pace da molto tempo e non sapeva come trovare la pace che desiderava se non in quel modo li’. Quali che fossero i motivi dei suoi demoni.

Io so come ci si sente ad essere disperata. Talmente disperata da non riuscire a respirare, da non vedere una via d’uscita. Disperata al punto da prendere in considerazione qualunque alternativa pur di uscire da quel posto buio e spaventoso. Pur di avere finalmente pace.
Chi non e’ mai stato nel tombino della propria vita non puo’ neanche lontanamente immaginare cosa si prova ad avere cosi’ tanta pena per se stessi.

venerdì 8 giugno 2018

E mi ritrovo di nuovo inquieta.
E' la costante della mia vita l'irrequietezza, senza peraltro trovare sfogo.
Non riesco a farmi bastare le cose, e non riesco a stare in situazioni complicate. Ne' qui ne' la'. Da sempre, per ogni aspetto della mia vita.
Guardando indietro pero' ho fatto sempre la scelta piu' facile e sicura ma sarà stato giusto? Ragione o sentimento?
Credo che per me, come per tutti, il nocciolo della questione sia sempre e solo questo... che carattere di merda che ho...

venerdì 25 maggio 2018

La figlia di scorta - dicembre 2017
Sono uscita dall'ufficio sotto una pioggia battente.
Finalmente è finita anche questa giornata, come se fosse un sollievo il tempo ormai passato dimenticando che non tornerà più, e non avrò altre occasioni per impiegarlo in qualcosa di più piacevole per me stessa. Ma tant'è, è il significato del verbo lavorare.
Apro il portone di casa e mi ritrovo davanti mamma e papà, che invece stanno uscendo.
In un attimo di smarrimento mi domando se sono nel posto giusto, se è proprio casa mia insomma, o se è successo qualcosa. Il perché li trovo lì, sulle scale, con le loro difficoltà a scendere i gradini. Poi ricordo lo studio del dentista al piano rialzato.
"Tutto bene?" - chiedo.
"Ma sì" - risponde mio padre.
"Ah già, il dentista" - aggiungo per riempire il silenzio mentre mia madre sorride.
Non ho molto altro da dire, tengo la porta aperta mentre auguro loro buona serata "e ci vediamo domani a pranzo".
Salgo in casa, tolgo la giacca e le scarpe, do una grattatina sulla testa del gatto e solo allora penso che avrei potuto chiedergli di salire per un caffè, per salutare il gatto, per vedere la casa nella quale abito da cinque anni.
Ma non l'ho fatto, non avrebbero comunque accettato di farsi tre piani di scale.
E mi ritrovo nella solita routine serale.

La conversazione non è mai stato il punto di forza della mia famiglia. Beh no, non è del tutto vero. Tra me e mia sorella c'è sempre stata trasparenza, e con mia madre ci si raccontava e confrontava.
Noi tre facevamo abbastanza squadra. Facevamo, ora non più.